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Mountain Bike a 360°

Nel 2011,  subito dopo la Presentazione in Conferenza Stampa al Resort San Giovanni in  Saluzzo in cui presentai il  Triangolo d’Oro Monviso Mtb,  l’Editore PRIMALPE di Costanzo Martini, pubblicò una guida titolata – “MOUNTAIN BIKE A 360° in cui, Richard Serraglia e Laura Rocchia presentano le loro esperienze comuni col mountain bike.

Nel presentare quella loro realizzazione, facendo riferimento alla loro passione comune verso l’mtb, scrissero quanto mi permetto di citare

“… All’inizio, si partiva consultando guide e leggendo relazioni di chi aveva percorso strade sterrate, sentieri e raggiunto colli o cime che fino a quel momento per noi erano sconosciuti.

     Si ritornava sugli stessi itinerari e ogni volta, la stessa montagna o lo stesso sentiero, riuscivano come sempre a trasmetterci emozioni diverse, ma ad un certo punto è cambiato qualcosa, questo non ci bastava più …

    E’ nata così la voglia di esplorare posti nuovi, di iniziare a pedalare in ambienti più selvaggi e su sentieri meno frequentati dalle due ruote.

   Abbiamo cominciato così a … consultando guide di trekking, osservando cartine topografiche delle nostre valli, studiando itinerari ciclabili che garantissero sulla carta, una discesa esclusiva possibilmente su sentiero.

   Si partiva sempre con entusiasmo e curiosità, alcune volte si finiva portando la bici in spalla o capitava talvolta di perdere le tracce, si tornava anche indietro … ma molto spesso la fatica fatta veniva ricompensata dalla scoperta di un posto meraviglioso e subito dopo da una discesa in ambienti mozzafiato, per creste o per boschi, su foglie secche o  su terreni più tecnici.

   Questa guida è semplicemente il frutto delle nostre “piccole scoperte”

   Abbiamo scelto 50 escursioni che, in qualche mod oci hanno trasmesso belle emozioni che a fine giornata ci lasciavano stanchi ma orgogliosi di aver percorso un sentiero per noi inesplorato …

   Il nostro lavoro vuole essere una opportunità per chi, come noi, apprezza la libertà di pedalare immersi nella natura in ambienti silenziosi e selvaggi consapevole che, conquistata la cima con fatica, verrà appagata con una discesa appagante e ricca di emozioni indelebili.

                       Laura e Riki”

 

    Presentando “Mtb Park Brondello.Isasca” appena realizato, che ASD “La Torre Brondello” vuole divulgare mi è parso logico un naturale collegamento con quanto espresso da “Riki” Serraglia e Laura Rocchia con quanto da me espresso attraverso  www.mtbparkbrondello.it  e le varie pubblicazioni in merito a questo nostro progetto, ritenendole assolutamente calzanti coi pensieri espressi da Laura, Riki e quanto edito da PRIMALPE teste citati.

  . Parlando del “MtbParkBrondello.Isasca” abbiamo sempre cercato di trasmettere le realtà del nostro territorio dicendo

     60 KM  DI  SENTIERI  per  MTB  e  VTT  Mountain Bike  e  Velos Touts Terrain, “trekking e outdoor” tutti che fanno riferimento alla Torre Medioevale ( Torre del Castello ) con un impianto acrobatico “PumpTrack” ed il Parco “Torre Medioevale”  che diventano 100 Km aggiungendo la serie di  Collegamenti in valle e fuori valle …  in un  “ECO-Bike Park… naturale e naturalmente sostenibile”        

Perché gia nel 1950, in una guida turistica del BIM Bacino Imbrifero Montano Valle Po, si leggeva

“Nel saluzzese, ad ovest di Saluzzo, incuneata tra le valli del Po e del Varaita, si apre la timida, graziosa e verde Valle Bronda ( cui si contrappone come sua naturale prosecuzione, la valletta di Isasca )  prima col suo bosco ceduo di castagni a cui poi subentrano i faggi.                                    

      Anni dopo, una canzone popolare di Brondello titola e dice

      “Prati verdi e celi blù”  la realtà della Valle e di Brondello. Valle Bronda, una pietra color smeraldo incastonata tra il blu del cielo ed il verde dei suoi boschi, sulle colline che elevandosi dalla pianura saluzzese le fanno da cornice, delimitandola coi suoi crinali in tutto l’arco degli spartiacque che la separano dalle valli confinanti, immediatamente chiaramente distinguibile per chi la ammira da Saluzzo.

       Il verde, è la caratteristica principale della Valle Bronda, piccola come una pietra preziosa, verde come uno smeraldo, di varie tonalità a secondo delle sfaccettature e della luce che le colpisce nelle varie ore e nelle varie stagioni… Piccola, raccolta, tanto da essere subito tutta interamente individuata e definita con un colpo d’occhio da chi abbandonando Saluzzo, appena fuori dalla città, risale verso la valle …

Già ad 1 km da Saluzzo, la collina comincia ad elevarsi alla Morra di Castellar, separando di fatto la Valle Bronda dalla Valle Po, per poi cominciare a prendere quota gradatamente sempre di più.

Si potrebbe dire “in un Eco – Bike Park,  forzatamente naturale e naturalmente sostenibile …”

     Perché specialmente più in alto, da Pramalano quota 1000 e più avanti ritornando verso Saluzzo intorno alla cappella di San Bernardo il Vecchio a quota 1165, il territorio di Brondello assume un aspetto decisamente più montano, per le caratteristiche della vegetazione fittamente boscosa.

Poco abitata, coperta fittamente dalla lussureggiante vegetazione, rotta in piccoli ambienti romiti, stretti … tanto da dare a volte quasi un senso di oppressione proprio a causa della rigogliosità della vegetazione e dalla crescita incontrollata della vegetazione stessa.

Carlo Petrini fondatore di Slow Food, in un suo commento sulla guida turistica “Scoprire le Langhe” scrisse

     “Questi paesaggi di Langa, dalle basse e pettinate colline fino ai più impervi bricchi, sono figli del lavoro di chi in queste campagne ha da sempre cercato di mettere insieme il pranzo con la cena, nutrire i propri figli e costruirsi un futuro degno”.  Da queste parole emerge che è evidente come le Langhe – alte o basse che siano – Alba e l’Albese o il Roero abbiano sempre saputo e sappiano valorizzare le loro potenzialità, anche minime.

Queste parole dimostrano quanto siano maestri nel riuscire a far risaltare ogni minima peculiarità dei loro territori, utilizzandola per divulgare tutto al massimo livello.

Così come non vi è dubbio che quelle parole di Carlo Petrini, descrivono situazioni e stati d’animo ampiamente condivisibili da chi ha vissuto il Saluzzese così come le Langhe, tutto ampiamente applicabile in parallelo per i territori di cui noi ci interessiamo.

Così come non vi è dubbio che al Saluzzese che oltre tutto è sempre vittima dell’immobilismo più totale, manca proprio il saper opportunamente valorizzare se stesso.

Con le dovute proporzioni relativamente ai nostri territori va però tenuto conto, che i territori delle Colline Saluzzesi in certa grande parte, hanno poche colline “pettinabili” da pettinare e tanti bricchi impervi con cui confrontarsi.

     Poche colline, che se eventualmente lavorate, coltivate e rese coltivabili, ed appunto pettinate, con sudore comune, potevano o possono permettere a chi le abitava o le abita, di mettere insieme il pranzo con la cena, mantenere le famiglie e permettersi un futuro degno e certo. Hanno invece molti più bricchi impervi, che danno solo lavoro, tanto lavoro che non permette di mettere insieme il pranzo con la cena, mantenere le famiglie ne dare un futuro, tantomeno un futuro degno e soprattutto certo.” 

.    Su “La Stampa” del 19 agosto 2010  si leggeva  “E adesso si sale dove il bosco invade la civiltà”  Ostana, il paese assediato dalla natura. Destinato a morire, è diventato un laboratorio. L’autore Marco Albino Ferrari, parla del percorso che lui sta percorrendo in bici, la cui meta è Ostana. Arrivato sulla piazza principale ciò che colpisce è il silenzio. “Mi aggiro per le strade di Ostana, il paese sembra assediato dalla natura, che preme da tutti i lati, penetra tra le case, si appropria dei ruderi, dei sentieri, dei terrazzamenti un tempo coltivati. Mi sorprende come il bosco riesca ad avanzare così velocemente, inesorabile, di stagione in stagione.  In 4 decenni, le tracce dell’antica civiltà montanara sono state inghiottire dalla vegetazione.  E cosi gli animali selvatici prolificano * come i cinghiali che di notte arrivano a girare per le strade deserte del paese tra le case, seguendo tracce di odori. Ritorno nella piazzetta del Comune, dove le case sono ristrutturate di fresco. Tracce di vita c’è ne sono, il Comune è attivo, perché in questi anni, Ostana è rinata e l’amministrazione comunale è ben più attiva, dinamica e lungimirante che altrove: chi vive quassù lo fa per scelta e leggendo questo mondo marginale a sua piccola patria.  Continua Ferrari, nelle valli corte come questa, si passa repentinamente dalle fasce attitudinali del castagno a quelle del faggio e del larice. Fasce molto ridotte, dunque non c’è spazio sufficiente perché si consolidamento modelli di civilizzazione in rapporto alle quote attitudinali.  Qui in più, “la vicinanza con la pianura ha favorito l’esodo”

      Tutte queste situazioni, il fatto che il territorio di Brondello assume un aspetto più montano,  o che le caratteristiche della vegetazione, fittamente boscosa, a volte fin troppo tanto da risultare quasi soffocante, hanno fatto si che Brondello, sicuramente la parte più “montana” della Valle Bronda, causa la desertificazione del territorio ed la conseguente insufficiente presenza di abitanti … sia risultata negli anni, sempre più fittamente coperta ed invasa dalla crescita sempre più incontrollata  della vegetazione, rotta in piccoli ambienti romiti, stretti…  il fatto che per Brondello è più che mai attuale dire  “Adesso si sale dove il bosco invade la civiltà” fanno si che si possa affermare “Eco Bike-Park …naturale e “forzatamente” sostenibile percorribile solo pedalando e camminando.

Brondello è zona ricca di sentieri, mulattiere e strade per lavori nei boschi, che risalgono i numerosi crinali che si diramano scendendo verso valle dalle creste delle colline. Zona quindi che offre molte possibilità di passeggiate ed escursioni, con la possibilità di diversificare la scelta di difficoltà e lunghezza, dai più semplici cross-country per famiglie ai percorsi più specifici per All mountain e Gravity x discese acrobatiche come Dh e Freerider e percorsi per poter praticare il settore emergente dell’Enduro, percorrendo quei sentieri, immersi nel verde dei suoi boschi, imperlati qua e là dalle frazioni sparse sul territorio, conoscendone la storia per cui Don Aimar, per 27 anni Parroco di Pagno prima e poi successivamente anche di Brondello, nel suo libro

     “Pagno, un monastero, un paese, una storia millenaria” riferendosi alla Valle Bronda concluse dicendo

     “Valle appunto dimenticata da troppi, quindi valle e storia millenaria poco conosciuta anche se ci tramanda, racconta e ricorda coinvolgimenti in corti regali ed abbazie monasteriali”

Questo progetto di sentieristica per mountain bike e non solo, vuol essere un invito per far conoscere questi territori e queste zone, a chi non le conosce, divulgando una valle dalla storia millenaria, perché sempre scartate da tutte le rotte turistiche e isolate nella propria “nicchia”. Vuole essere una opportunità per approfondire ripercorrendo quei sentieri a chi già li frequenta  o per portarli a conoscenza di chi non le conosce, divulgando una valle dalla storia millenaria. La Torre Medioevale, monumento storico simbolo di Brondello, risale al 1100, porta con se cultura e tradizioni altrettanto millenarie, una natura ed un ambiente certamente “poco conosciuti” e troppo spesso dimenticati. Passeggiando nei piccoli agglomerati sempre più scarsamente abitati, alcuni ormai disabitati e tra i nostri boschi, si ha ancora la possibilità di sentire il gorgoglio dei ruscelli e delle loro cascatelle, delle fontane o delle sorgenti.

E’ ancora possibile percorrere chilometri di sentieri in meravigliosi boschi anche con alberi secolari ( purtroppo sempre meno tutelati )… o meravigliosi ormai sempre più rari di faggio in tutta una maestosa vegetazione.

Proprio la più completa “immersione” nel verde più assoluto, e le sue caratteristiche ambientali che ne fanno un territorio ancora “selvaggio” sotto certi aspetti, nel “mtbparkbrondello.isasca” sono quasi nulle le possibilità di poter pedalare su sentieri aperti, liberi d. vegetazione che quindi possono offrire la possibilità di  scorci panoramici …

Situazioni in cui i sentieri sono visibili anche prima di andarli a percorrere percorre, come a

Limone P.te dove si vede sul versante del Tenda sul lato opposto i sentieri o al colle Birrone dove si vede in basso il sentiero di discesa verso la Valle Maira, Elva o San Damiano Macra, mentre si andrà a pedalare quasi totalmente su sentieri immersi nella vegetazione dei sottoboschi e nei boschi …

   Laura Rocchia in salita verso San Bernardo il Vecchio ( Brondello )

  Laura Rocchia al “Pilunass” scendendo da San Bernardo il Vecchio

        Laura Rocchia in salita verso San Bernardo il Vecchio e poi al Pilunass, in occasione dei rilevamenti della traccia GPX  del Percorso 19 “Le 4 chiese” commissionati da ASD “La Torre Brondello per Triangolo d’Oro Monviso Mtb”

In discesa da San Bernardo il Vecchio, prima tra boschi di Betulla, poi tra la fioritura primaverile del sottobosco …

  Laura Rocchia in discesa da  San Bernardo il Vecchio tra i boschi di betulla.

  Laura Rocchia ancora in discesa, in zona Pian Colletto, verso Isasca

Le sottostanti immagini che seguono, su Brondello versante destro lato Valle Po e sul Monviso, riprese d. versante opposto salendo verso San Bernardo il vecchio, proprio seguendo la traccia“4 Chiese” rilevata da Riki e Laura dicono che qualche eccezionale scorcio panoramico è ancora possibile, approfittando di qualche varco tra la vegetazione…

Basti pensare che quasi tutti i sentieri del “mtbparkbrondello.isasca” sono talmente immersi nella vegetazione, da non essere visibili dall ’ esterno. Esempio il sentiero Percorso 1 Xc Brondello Experience ( il più importante del Progetto ) qui rappresentato schematicamente in rosso, non è assolutamente visibile nella stessa immagine precedentemente.

  .  La traccia qui rappresentata indicativamente, in parte riguarda anche il percorso “4 Chiese” nella parte in quota..

     Il silenzio è la seconda caratteristica di Brondello e del suo territorio.

Tanto silenzio da permettere ancora di sentire ( con l’orecchio buono ) il battito d’ali di una farfalla in volo o il rumore di una foglia secca che cade battendo sui rami, il fischio di una poiana, il tamburellare di un picchio o il rumore di una lucertola che si muove nel sottobosco… sentire ancora il “rumore del silenzio” ( the sound of silence ) evocato da poeti e da cantanti famosi nei testi delle loro canzoni…  Qui è ancora possibile sorprendere un capriolo che bruca l’erba di una radura al limitare del bosco, un cinghiale o una volpe o scoiattoli risalire il tronco di un albero o rincorrersi tra i rami…

Chi abita o soggiorna a Brondello viene ancora svegliato all’alba dal cinguetti  delle miriadi di uccelli o dal canto melodioso dei merli.

Valle Bronda, così minuscola racchiude e conserva valori eccezzionali. Già da Pagno in su, si sentono profumi inebrianti, sembra di ritornare ai ricordi e al silenzio di una volta …

      Il particolare microclima è la terza caratteristica della Valle e di Brondello, con l’incredibile cambio di clima da Saluzzo in soli 10 km dall’arsura ed il  caldo insopportabile alla frescura dovuta alla quantità di verde rispetto all’asfalto.

    . Isasca … proseguimento naturale della Valle Bronda – collegamento con la Valle Varaita – amplia e completa il Progetto, con la sua conca dalle stesse peculiarità orografiche,  ambientali e paesaggistiche di vegetazione e fauna, cultura, storia e tradizioni.

      Le nostre valli sapranno sorprendervi, col loro paesaggio tranquillo e silenzioso immerso nella natura, vivibile in ogni stagione anche in autunno inoltrato ed in inverno, neve permettendo.

 

 

   

  

 

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